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La Corte Suprema di Cassazione ribadisce che gli autovelox non devono essere sottoposti a taratura.

La II Sezione della Corte Suprema di Cassazione, nella recentissima ordinanza n.7785 depositata il 05.04.2011, ha confermato l'orientamento ormai consolidato del Giudice di Legittimità in base al quale "le apparecchiature elettroniche regolarmente omologate utilizzate per rilevare le violazioni dei limiti di velocità stabiliti, come previsto dall'art.142 C.d.S., non devono essere sottoposte ai controlli previsti dalla legge n.273 del 1991, istitutiva del sistema nazionale di taratura". Per la Suprema Corte, infatti, i controlli previsti dalla citata legge attengono ad una materia diversa rispetto a quella del controllo elettronico della velocità: per effetto di tale principio, nell'ambito dei giudizi promossi avverso i verbali di accertamento di infrazioni al codice della strada rilevate mediante apparecchiature elettroniche per il controllo della velocità, "non deve essere fornita dall'amministrazione alcuna prova della esecuzione dell'operazione di taratura" e "l'efficacia probatoria dello strumento rilevatore del superamento dei limiti opera fino a quando sia accertato, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall'opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionamento del dispositivo elettronico" (in precedenza conformi Cass., sez. II, n. 22223/2009, Cass. n. 13114/2009,  Cass. n. 17361/2008, Cass. n. 29333/2008, Cass. n. 23978/2007

 


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